Vescovi scomunicati per aver consentito l'assassinio di Noelia
I VESCOVI SPAGNOLI E L'ORDINE DEI CAMILIANI, PROPRIETARI DELL'OSPEDALE DOVE FU ASSASSINATA NOELIA CASTILLO RAMOS, PARTECIPARONO ALL'ASSASSINIO.
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I VESCOVI SPAGNOLI E L'ORDINE DEI CAMILIANI, PROPRIETARI DELL'OSPEDALE DOVE FU ASSASSINATA NOELIA CASTILLO RAMOS, PARTECIPARONO ALL'ASSASSINIO.
Ecco la verità di questo prelato molto alla moda in Francia: difende la tradizione, certo, ma soprattutto lavora per far riconoscere la legittimità dell'antipapa Leone da parte di tutti. Vietando di fatto il minimo interrogativo sulla Magna Quaestio, fornisce un'ulteriore prova che è un sottomarino della Mafia di St Gall, un membro molto attivo dell'opposizione controllata. Vade Retro, Atanasius!
Il caso di Noelia, disabile che ha ottenuto l'eutanasia, ha sconvolto la Spagna. Intervista a Polonia Castellanos dell'Associazione Avvocati cristiani, a fianco dei genitori nella battaglia legale: «Abbiamo chiesto un trattamento sanitario, che il governo concede anche ai terroristi, ma ha preferito ucciderla. Anche per ragioni economiche: la madre ci ha riferito che i suoi organi ormai erano impegnati per il trapianto».
La Fondazione Paolo VI ha pubblicato un testo che, sotto l'apparenza di una riflessione bioetica, giunge a una presa di posizione difficile da sostenere sia sul piano intellettuale che morale. L'articolo, firmato da José Ramón Amor Pan, affronta il caso di Noelia Castillo — la giovane donna di 25 anni eutanasizzata in un ospedale appartenente all'Ordine dei Camilliani — e lo presenta come un « fallimento collettivo ». Tuttavia, scendendo dal piano teorico al concreto, introduce affermazioni che alterano l'asse dell'analisi e spostano la responsabilità verso genitori che ancora piangono il cadavere della loro figlia eutanasizzata.
Barbarie legalizzata
Quale atroce degenerazione sociale, con il pretesto, come sempre, dei buoni sentimenti!
Il 13 giugno 2026, anniversario della seconda apparizione di Fatima, il padre Nazareno Lanciotti sarà elevato agli altari. Questo missionario, figura di spicco del Movimento Sacerdotale Mariale (MSM), ha dato la sua vita per un messaggio che integra la denuncia dell'infiltrazione nella Chiesa. Oggi, la gerarchia romana organizza la sua beatificazione: un omaggio sincero, o una manovra di recupero per disinnescare le profezie del "Libro Blu"?
La partecipazione di un sacerdote al culto pubblico di un falso dio associato a sacrifici umani è degna di nota, ma quando si tratta del capo visibile della Chiesa cattolica, la notizia è chiaramente di interesse pubblico.
In Vaticano è calata una coltre di silenzio sospetto sul processo Rupnik.
C’è un’immagine che resterà scolpita nella memoria collettiva con tanti dubbi: Papa Francesco, solo, sotto la pioggia, in una Piazza San Pietro vuota. Ma quella solitudine, oggi, non può più essere letta soltanto come il simbolo di un’umanità ferita, perché rappresenta il segno di una frattura: quella tra una Chiesa che celebrava in assenza del popolo e un popolo che, proprio nel momento del dolore più estremo, è stato lasciato fuori.
Padre Robert Prevost partecipò alla fase iniziale di creazione delle strutture di una rete ideologica fondata a Conocoto, in Ecuador, nel 1993. Questa rete comprendeva un proprio “Credo” e liturgie dedicate a Pachamama.
Qual era la natura del "Rito della Pachamama" a cui avrebbe partecipato il padre Robert Prevost – e quali potrebbero essere le implicazioni?