La donna identificata come «Agnes» nell'opera «Windswept House» di Malachi Martin ha fatto un passo avanti con una testimonianza diretta di presunto abuso rituale satanico da parte del defunto cardinale.
Non solo da Roma arrivano a raffica nomine di prelati che sembrano avere una particolare difficoltà come minimo alla comprensione del sesto comandamento per il dichiarato afflato filo-sodomitico.
Ma hanno fatto il giro del mondo le dichiarazioni di un porporato, dunque papabile, che sembra avere oltre al sesto, anche una certa difficoltà a comprendere il primo comandamento, ed insieme ad esso le parole del Signore al momento dell’Ascensione rivolte agli apostoli.
La settimana scorsa io (P. David Nix) ho trascorso quattro ore a cena con la vittima del cardinale Bernardin e suo marito. Lei ha ora 80 anni. L’abuso satanico di cui è stata vittima avvenne circa 70 anni fa per mano di P. Joseph Bernardin (in seguito cardinale arcivescovo di Chicago, in alto a sinistra). L’abuso ebbe luogo nella chiesa di Santa Maria a Greenville, Carolina del Sud (in alto a destra).
Di recente ho già trattato il tema su questo blog; tuttavia, dato che Leone XIV è contro ogni tipo di guerra e parla continuamente di «pace», non è ozioso tornare a parlare di aborto, visto che nel 2025 stime non ufficiali parlano di 50 o forse 73 milioni di bambini uccisi prima di nascere.
Se provi anche solo il dieci per cento di ciò che provo io nelle prime ore del 4 novembre, allora sei preoccupato, triste, in ansia per il tuo futuro. Non c'è bisogno di sentirsi così.
New Ways Ministry ha pubblicato sei saggi che attaccano l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità, con contributori che invocano papa Francesco come colui che ha lavorato per annullare la dottrina perenne.
Dopo l’era di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – un periodo caratterizzato da una posizione tradizionale sulle questioni morali – l’atmosfera sotto il « pontificato » dell’antipapa Leo, proprio come quello del suo predecessore di triste memoria, è senza dubbio altamente propizia alla normalizzazione delle abominazioni. A.S.
I liturgisti di lingua tedesca stanno preparando un'altra revisione del Messale del Novus Ordo.
Si ricorderà che Benedetto XVI ha richiesto che la frase « pro multis » fosse tradotta come « per molti » piuttosto che « per tutti ». Ciò appare inaccettabile ai tedeschi, così come a tutti coloro che ciecamente seguono la tendenza « todos, todos, todos » (« tutti, tutti, tutti ») favorita da Bergoglio. È un ennesimo tradimento dell'eredità ratzingeriana—un'eredità che ha osato confrontarsi con i modernisti.
A.S.
Il vescovo di Denver che ha ridotto al silenzio Ripperger ha anche ridotto al silenzio Mons. Coronado, che era disposto ad agire come rappresentante canonico per le vittime del tipo di abusi che Rachel Mastrogiacomo ha subito personalmente e che è stato ridotto al silenzio a Denver
Quando la pratica pastorale non sostiene gli insegnamenti della Chiesa
Molte persone potrebbero aver sentito questo dialogo che coinvolge il papa e il suo segretario: «Vostra Santità, mi scusi per il disturbo, ma ho una buona notizia e una cattiva notizia da condividere. Quale preferisce sentire per prima?»
Il papa rispose: «Bene, sentiamo prima la buona notizia».
Il segretario replicò: «Gesù è ritornato e sta aspettando sulla linea uno».
Il papa esclamò: «Bene, questa è una notizia stupenda! Semplicemente meravigliosa! Quale potrebbe mai essere la cattiva notizia dopo aver appreso ciò?»
«Sta chiamando da Salt Lake City».
Avevamo conosciuto estremismi di notevole portata, ma ce ne mancava uno agghiacciante: quello di chi, davanti al suo Dio, piega le ginocchia. Non grida, non interrompe, non reclama il microfono: si inginocchia! Ecco ciò che inquieta: senza pronunciare parola, ricorda troppe cose.
L'arcivescovo Viganò descrive qui molto bene il doppio gioco degli attori di questa deplorevole vicenda: dal Vaticano, che esclude nel modo più palese possibile la Tradizione affinché la liturgia in latino non abbia più diritto di cittadinanza a San Pietro, agli organizzatori e ai leader che hanno abbandonato il gregge al suo destino, al fine di strumentalizzare l'evento a proprio vantaggio.
Nuove ricerche rilanciano il dibattito su un testo di Flavio Giuseppe, redatto alla fine del I secolo. Questo storico ebreo avrebbe raccolto informazioni risalenti ai primi testimoni del Cristo risorto
A quasi duemila anni dagli eventi di Gerusalemme, una testimonianza dell’Antichità continua a interrogare gli storici. Questo venerdì 30 ottobre 2026, il Daily Mail torna su uno studio pubblicato ad agosto dal ricercatore spagnolo Jesús Fernández-Pedrera Correa, dedicato a un passaggio controverso delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe. Dietro una questione apparentemente tecnica, quella dell’autenticità di alcune righe greche, si cela una posta in gioco storica considerevole: un autore estraneo al cristianesimo avrebbe conservato, già nel I secolo, il ricordo delle prime affermazioni concernenti la Risurrezione di Gesù?