Rorate Caeli anticipa il piano di Roma

Negli ultimi giorni sono trapelate informazioni sulla possibile risposta del DDF alle consacrazioni a Écône. Il primo segnale è arrivato il 25 aprile. Il portale Rorate Caeli, citando fonti romane, ha informato che il papa Leone XIV avrebbe deciso di applicare la cosiddetta "giurisprudenza del 1988" nel caso in cui si verifichino le consacrazioni.

Secondo tale informazione, sarebbe già preparato un decreto simile a quello promulgato allora dal cardinale Bernardin Gantin in seguito alle ordinazioni effettuate da Marcel Lefebvre. Il documento che dichiarò l'automatica scomunica (ipso facto) dei vescovi coinvolti e qualificò l'atto come scismatico, esortando i fedeli a non aderirvi.

Rorate Caeli aggiungeva inoltre che non era previsto un incontro preliminare tra il Papa e il superiore generale della FSSPX, padre Davide Pagliarani, il che indicava uno scenario senza mediazione immediata.

Spuntoni conferma che Roma già contempla lo scisma

Il giorno successivo — domenica del Buon Pastore — il vescovo Bernard Fellay, ex superiore generale della Fraternità, riconobbe nell'omelia che la scomunica è uno scenario altamente probabile.

"Non voglio essere profeta, ma sono abbastanza sicuro che c'è un'enorme probabilità che tutti voi, noi inclusi, siamo scomunicati, dichiarati in scisma", affermò Fellay ai fedeli, sottolineando che Roma ha già espresso pubblicamente la sua posizione.

Il prelato interpretò questa situazione in chiave spirituale, affermando che la Fraternità è chiamata a essere "un segno di contraddizione", identificando quella contraddizione con la croce e chiamando i fedeli ad assumerne le conseguenze.

Avvertimenti ufficiali: Roma parla di "rottura della comunione"

Parallelamente, la Santa Sede aveva già chiarito la sua posizione in termini dottrinali. Dopo l'incontro tra il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede e il superiore generale della FSSPX, è stato avvertito che l'ordinazione di vescovi senza mandato pontificio comporterebbe una "rottura decisiva della comunione ecclesiale (scisma)", con gravi conseguenze per la Fraternità.

Conferma del decreto: è già preparato

Lo stesso domenica Nico Spuntoni, giornalista di Il Giornale, ha confermato che il cardinale Víctor Manuel Fernández ha già preparato un decreto per dichiarare lo scisma se si procederà alle consacrazioni. Assicura inoltre che il Dicastero per la Dottrina della Fede "è già preparato per uno scenario di scisma" e che, sebbene Roma sia stata "flessibile" nei negoziati, ora si percepisce una chiara intenzione di rispondere con fermezza.

Il giornalista sottolinea anche che non è chiaro l'ambito delle sanzioni. Non ha potuto confermare se l'eventuale scomunica riguarderà solo i vescovi coinvolti o potrebbe estendersi ad altri membri della Fraternità, per cui evita di confermare le voci su misure generalizzate.

Preparativi pastorali di fronte a una possibile frattura

Alle voci che hanno riferito questo fatto si aggiunge la giornalista Diane Montagna, che aggiunge la dimensione pastorale al movimento della Santa Sede. Secondo le fonti citate, il Vaticano non solo prepara una risposta disciplinare, ma anche meccanismi per accogliere i sacerdoti e i fedeli che non desiderino rimanere nella Fraternità dopo un'eventuale rottura.

Uno scenario sempre più definito

Tutto sembra indicare che le consacrazioni previste per il 1º luglio siano considerate a Roma come un esito probabile, tanto che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha già preparato la sua risposta e lavora in parallelo su misure pastorali per le sue conseguenze.

Se questo passo si materializza, la Santa Sede risponderà prevedibilmente con una dichiarazione formale di scisma e sanzioni canoniche, seguendo il precedente del 1988. La Chiesa si avvicina a un nuovo punto di svolta nella complessa relazione tra Roma e la Fraternità fondata da Marcel Lefebvre.