La donna identificata come «Agnes» nell'opera «Windswept House» di Malachi Martin ha fatto un passo avanti con una testimonianza diretta di presunto abuso rituale satanico da parte del defunto cardinale.
La settimana scorsa io (P. David Nix) ho trascorso quattro ore a cena con la vittima del cardinale Bernardin e suo marito. Lei ha ora 80 anni. L’abuso satanico di cui è stata vittima avvenne circa 70 anni fa per mano di P. Joseph Bernardin (in seguito cardinale arcivescovo di Chicago, in alto a sinistra). L’abuso ebbe luogo nella chiesa di Santa Maria a Greenville, Carolina del Sud (in alto a destra).
L'arcivescovo Viganò descrive qui molto bene il doppio gioco degli attori di questa deplorevole vicenda: dal Vaticano, che esclude nel modo più palese possibile la Tradizione affinché la liturgia in latino non abbia più diritto di cittadinanza a San Pietro, agli organizzatori e ai leader che hanno abbandonato il gregge al suo destino, al fine di strumentalizzare l'evento a proprio vantaggio.
Secondo quanto riferito, cardinali conservatori hanno contribuito all'elezione di Prevost. Un anno dopo, Roma respinge i pellegrini tradizionalisti.
In questo articolo di Chris Jackson – al contempo ben informato e completamente fuori strada – emerge la conferma di una notizia sconcertante: le sorti del conclave del 2025 sarebbero state decise nel corso di una cena organizzata dal cardinale Burke. Vale la pena ricordare che Burke è probabilmente uno dei (veri) cardinali più informati sulla "Magna Quaestio". Invece di difendere i diritti della Sede Apostolica, come la Universi Dominici Gregis gli impone di fare, egli avrebbe scelto di negoziarli in cambio di concessioni in ambito liturgico. Il "munus" in cambio del latino!
I "conservatori" fanno assai male a riporre la propria fiducia in questi traditori, i quali, per questo stesso motivo, incorrono in una scomunica latae sententiae (UDG, n. 81).
Andrea Cionci condivide con noi elementi di grande importanza emersi da un'attenta rilettura dell'atto ufficiale di morte di Benedetto XVI. Ne scaturisce una conferma lampante di quanto egli sostiene da anni: la pseudo-rinuncia di Papa Benedetto era in realtà una "Decisione", ovvero un atto giuridico di scomunica nei confronti di un "gruppetto di cardinali" e l'annuncio ufficiale di un imminente passaggio alla condizione di Sede impedita, a causa della convocazione illecita di un nuovo conclave: quello che avrebbe eletto antipapa il rappresentante della Mafia di San Gallo, Jorge Mario Bergoglio. A.S.
L’elezione di Leone XIV è stato il passo successivo della «Rivoluzione di San Gallo»
Pastor Unterhalt confuta in modo approfondito due argomenti ormai classici: da un lato l’affermazione che ogni elemento della rivoluzione in atto in Vaticano sia sorto spontaneamente e senza alcun piano preordinato; dall’altro l’idea che tutto ciò si collochi nella continuità del Concilio Vaticano II e dei Papi dell’epoca conciliare. È evidente che i due impostori in veste bianca – prima «Francesco», poi «Leone» – seguono pedissequamente il programma elaborato da Martini e dal «Gruppo di San Gallo», che ha preso il potere costringendo Benedetto XVI a dimettersi.
John Cavadini, nominato da Benedetto membro della Commissione Teologica Internazionale, ha firmato nel 2022 che Summorum Pontificum ha minato l'ermeneutica della continuità. Riceverà il premio dalle mani del Papa il 19 dicembre
Calpestano le aiuole del giardino di Benoît con una sfacciata mancanza di rispetto.
In questi giorni si parla molto del nuovo libro di mons. Viganò, dove l’autorevole portavoce della FSSPX scrive che tutti i papi «postconciliari, sono in stato di scisma con il papato», e li considera «nemici del papato». Personalmente considero Giovanni Paolo II e Benedetto XVI due santi, e pertanto sconsiglio vivamente di leggere questo articolo ai viganiani antipapali e nemici del concilio. Ho già affrontato il tema delle dimissioni di Benedetto XVI nel mio libro del 2025, ma dato che la Cattedra di Pietro continua a essere occupata abusivamente tra la totale indifferenza di cardinali e vescovi – compreso Viganò –, non è certamente superfluo riprendere il tema.
Prefette donne governano ora gli ordini religiosi e aiutano a scegliere i vescovi. A Maiorca la danza invade la liturgia dell’Assunzione mentre il Belgio invia a Roma un ambasciatore che marcia nel Pride.
Gli autori di titoli italiani hanno fatto ricorso così spesso a questa espressione che ormai risulta quasi stucchevole. Eppure, hanno colto qualcosa che molti commentatori cattolici preferiscono attenuare. In Vaticano è in atto un cambiamento strutturale, e Leo ha speso i primi quindici mesi del suo pontificato per renderlo duraturo.
Ecco un riassunto conciso (384 caratteri):
Basandosi sulle lettere di san Bernardo che difendono il diritto del papa Innocenzo II contro l'antipapa Anacleto (1130), Andrea Cionci traccia un parallelo con il 2013: Benedetto XVI non avendo rinunciato al "munus" petrino, il suo pontificato rimaneva valido. L'elezione di Francesco era quindi canonicamente nulla. Era, come Anacleto, e come lo è oggi l'antipapa Leone, suo successore, un usurpatore, poiché non può esserci più di un papa alla volta.