Dunque. Vediamo se ho capito bene.

Il «papa» della cosiddetta Chiesa «cattolica» ha appena nominato 24 nuovi membri della Commissione Teologica Internazionale, proposti dal più grande eretico della sua organizzazione terroristica spirituale, il cardinale Victor «Porn» Fernández, per chiarire «che cosa sia la Tradizione con la T maiuscola, dove si trovi» e come se ne determini il contenuto?

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È la stessa Chiesa «cattolica» che si appresta a raddoppiare gli oltraggi a Dio onnipotente partecipando a un’altra macedonia di streghe e false religioni ad Assisi; i cui vescovi diramano disposizioni che vietano ai sacerdoti di recitare la Preghiera a san Michele dopo la Messa; e che ha appena silurato un altro ecclesiastico moderatamente conservatore perché era un po’ troppo cattolico.

Devo chiedere: che cosa potrebbe mai andare storto?

Lasciare che Prevost e Fernández scelgano i «teologi» incaricati di decidere che cosa sia la Tradizione sacra e come venga trasmessa è come assumere Jeffrey Epstein come babysitter o affidare a Jeffrey Dahmer il catering del vostro prossimo «Lunedì della carne».

Diamo dunque un’occhiata ad alcuni di questi splendidi esemplari di ortodossia cattolica che il papa del Perù e il cardinale Pimp ritengono degni di decidere su questioni tanto importanti.

Cominciamo dal sacerdote brasiliano Tiago de Fraga Gomes, il cui lavoro teologico attinge ampiamente al pluralismo religioso di Claude Geffré.

Il lettore attento noterà che Geffré si è occupato di mettere in discussione l’unicità di Cristo, il carattere definitivo della Rivelazione, l’autorità del dogma cattolico e il rapporto tra cattolicesimo e altre religioni.

Non sorprende, quindi, che il suo discepolo Gomes abbia scritto, in un articolo del 2026 realizzato insieme a Vanessa Mirapalheta Oliveira, che «nessuna religione storica è assoluta» e che l’unicità di Gesù «non può essere assolutizzata fino al punto di escludere le altre religioni». L’articolo descriveva inoltre la Rivelazione in Cristo come dotata di una pienezza qualitativa, ma non quantitativa.

In altri suoi scritti, ha sostenuto la necessità di superare l’«integralismo dottrinale» per perseguire un ecumenismo planetario. A quanto pare, guardava Star Wars quando avrebbe dovuto studiare il catechismo di Baltimora.

C’è poi il gesuita francese Michel Fédou, insignito del Premio Ratzinger nel 2022 e membro del Gruppo di Dombes, di carattere ecumenico.

Nel 2023 il Gruppo di Dombes ha pubblicato un documento secondo cui le comunità cattoliche e protestanti formano «un’unica Chiesa, sebbene in una comunione imperfetta». Fédou ha presentato il documento e ne ha scritto una recensione favorevole.

Fédou è anche un grande ammiratore della teologia delle religioni di Jacques Dupuis, che a sua volta mette in discussione l’unicità di Gesù Cristo, la completezza della Rivelazione divina e la necessità della Chiesa per la salvezza.

Caspita, il futuro dei «trad» nella Chiesa sinodale si prospetta davvero radioso. Ma basta stare zitti, unire i clan — tranne i sedevacantisti, eh, dottor Kwas? — e tutto andrà a meraviglia!

La nostra terza teologa di pessima fama è la cilena Claudia Leal Luna.

Nel marzo 2021, dopo che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva respinto la benedizione delle unioni omosessuali, criticò l’antropologia del documento definendola «in qualche modo tassidermica» e affermò che la morale sessuale cristiana tradizionale «deve ancora fare qualche passo».

E se questo non è già un momento abbastanza assurdo da far dire «non è possibile che sia vero», ho forse menzionato che «insegna» presso il ricostituito Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia?

Ed ecco fatto: sospetto che gli «loro» faranno il loro ingresso, mentre i principi morali immutabili usciranno dalla porta sul retro.

Un altro distinto membro di questa commissione è il teologo tedesco Jan-Heiner Tück.

È vero che il vecchio Tück ha difeso il sacerdozio maschile, criticato il Cammino sinodale tedesco e messo in discussione le restrizioni alla liturgia romana tradizionale. Ma ha anche difeso la controversa nota 351 di Amoris Laetitia — che consente a chi vive in «situazioni irregolari» di ricevere l’Eucaristia — e criticato i cardinali che avevano presentato i dubia. Nel 2023 si è battuto per l’ordinazione di uomini sposati.

Altre simpatiche idee del «Tückster» sono state riportate in un’intervista del 2020. Suggeriva che, per i cattolici in difficoltà con alcune dottrine, fosse sufficiente riconoscere il Credo, e definiva «periferici» i dogmi mariani.

Un altro campanello d’allarme — almeno per chi non è un fervente adoratore di Satana sotto mentite spoglie — è il domenicano argentino Jorge Alejandro Scampini.

Scampini ha fatto parte della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese e ha descritto la Dichiarazione congiunta cattolico-luterana sulla dottrina della giustificazione, considerata eretica, come dotata del valore di un’«interpretazione autentica» del Concilio di Trento.

Sospetto fortemente che non abbia la minima idea di che cosa abbia realmente insegnato il Concilio di Trento, convocato per affrontare il protestantesimo. Forse pensa che sia un profumo costoso.

Altre nomine sono solo un po’ meno preoccupanti.

Clarence Devadass ha contribuito alla stesura del documento finale del Sinodo del 2024, che lasciava aperta la discussione sull’ammissione delle donne al diaconato; Fabricio Leonel Forcat, legato alla teologia argentina del popolo, ha invece chiesto in diverse occasioni il discernimento, anziché l’«applicazione meccanica dei principi e delle norme».

Teresa Hyeon Soon Choi ha scritto ampiamente di sinodalità, misericordia e partecipazione delle donne alla formazione ecclesiastica, mentre Paul Béré, SJ, ha partecipato alla preparazione dei documenti di lavoro del Sinodo del 2024.

Suor Shu Chin Hu ha fatto ricorso al controverso concetto di «cristiano anonimo» di Karl Rahner, mentre Maria Teresa Fattori ha legami intellettuali con l’interpretazione del Vaticano II propria della scuola di Bologna.

Ancora una volta: che cosa potrebbe mai andare storto?

Non si vede un cattolico nemmeno all’orizzonte. Ma, d’altra parte, è appropriato e non dovremmo preoccuparci troppo. Dopotutto, si tratta di una commissione teologica dell’Abominio sinodale, popolata di eretici per una Chiesa fondata sull’eresia e guidata da eretici.

Per fortuna, non ha nulla a che vedere con la Chiesa cattolica romana, di cui sono un orgoglioso membro.

L’unica cosa che deve preoccuparci, e per la quale dobbiamo pregare, è il destino delle povere anime condotte alla dannazione da questa «Chiesa».