Cari amici, raccogliendo volentieri l'invito dell'amico Arturo Ferrara a riprendere in esame il rogito per il decesso di Papa Benedetto XVI, sono emerse delle altre novità di assoluto interesse. Allora, cominciamo da una prima stranezza. Il rogito è stato pubblicato in quattro lingue: latino ovviamente, italiano ovviamente, inglese ovviamente, e sapete qual è la quarta lingua? Il croato.
Il croato. Che tipo di spiegazione darsi per una cosa del genere? Ora, abbiamo già visto come qualche malintenzionato, all'epoca, avesse pubblicato dei documenti di Papa Benedetto XVI in lingue poco frequentate, poco conosciute. Chi lo sa? Forse qualcuno aveva ricevuto l'ordine di pubblicare questo rogito in quattro lingue. Allora, dovendo per forza mettere italiano e inglese, come quarta lingua hanno scelto il croato, una lingua che non conosce nessuno. Va bene?
Qual era la colossale evidenza di questo rogito? Che non viene data alcuna descrizione del tipo di dimissioni di Papa Benedetto XVI. È una sintesi biografica dove si ricorda quando venne nominato perito del Concilio, di quando Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della fede, di quando fu nominato vicedecano del collegio cardinalizio, ma non c'è nessuna spiegazione circa la sua abdicazione. Dovevano dire: «Beh, è stato il primo Papa ad abdicare, a rinunciare al papato dopo 600 anni, dopo Gregorio XII. Questa rinuncia fu dovuta all'umiltà dell'uomo, perché sentiva di non avere più le forze psicofisiche, eccetera, eccetera.» Invece, nulla di tutto ciò.
Abbiamo visto: c'è scritto solamente che la mattina dell'11 febbraio 2013, durante un concistoro convocato per ordinare decisioni circa tre canonizzazioni, dopo il voto dei cardinali, il Papa lesse la seguente dichiarazione in latino, e segue uno stralcio della dichiarazione, di cui non c'è nessuna traduzione.
Non c'è nessuna traduzione. Ora, Papa Benedetto sapeva, sapeva perfettamente che da alcuni anni studiosi, giornalisti, vaticanisti si stavano cervellando sul significato del munus, del ministerium, eccetera, no? Avrebbe potuto fornire finalmente una traduzione della dichiarazione, e invece no, ce la ripiazza in latino. Ancora una volta, non c'è nessun cenno a rinunce, abdicazioni, nulla di tutto ciò. Infatti, il testo, dopo la citazione latina, prosegue dicendo: «Nell'ultima udienza generale del pontificato, il 27 febbraio, nel ringraziare tutti e ciascuno, anche per il rispetto e la comprensione con cui era stata accolta la sua decisione, assicurò: "Continuerò ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera, la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua sposa che ho cercato di vivere, eccetera, eccetera"».
Il dato che emerge da questa rilettura è che viene ribadito che la sua era una decisione: ringrazia per la comprensione con cui era stata accolta la sua decisione. Ma all'inizio del paragrafo precedente si dice: «durante un concistoro convocato per ordinare decisioni circa tre canonizzazioni». Vedete che torna il tema della decisione. E infatti, quel giorno, prima della dichiarazione, che cosa aveva fatto Papa Benedetto? Aveva decretato, decretato e annunciato ufficialmente la canonizzazione di Antonio Primaldo e gli 800 martiri di Otranto, di Laura di Santa Caterina da Siena e di Maria Guadalupe García Zavala.
Ora, vedete bene che questi processi di canonizzazione sono dei veri e propri processi, e terminano con una sentenza, che è appunto la decisione. Quindi, Papa Benedetto convoca il concistoro per le decisioni circa le canonizzazioni, per le sentenze sui processi di canonizzazione, e poi per una quarta decisione, che è la sentenza da lui emessa sulla sua prossima sede impedita e sull'usurpazione del papato che ne è seguita. Una decisione è della stessa natura giuridica: è la sentenza al termine di un processo. Infatti, questo processo Papa Benedetto lo aveva fatto svolgere attraverso la commissione di inchiesta, e poi aveva preso questa decisione in via extragiudiziale, come supremo giudice della Chiesa, annunciando la sua sede impedita, scomunicando gli usurpatori e tutto quello che già sapete.
C'è un altro elemento che emerge dalla lettura di questo rogito, che ci ricorda un fatto che noi già conosciamo, sul quale però dobbiamo riflettere, perché il rogito prosegue dicendo: «Dopo una breve permanenza nella residenza di Castel Gandolfo, visse gli ultimi anni della sua vita in Vaticano, nel monastero Mater Ecclesiae, dedicandosi alla preghiera e alla meditazione».
Ora, il fatto che Papa Benedetto sia rimasto a Castel Gandolfo dal 28 febbraio fino ai primi di maggio è qualcosa che, se Papa Benedetto fosse stato abdicatario, non sta né in cielo né in terra. E lo sapete per quale motivo? Perché alla morte o all'abdicazione del Papa, tutti gli appartamenti apostolici devono essere chiusi e sigillati, devono essere congelati per come sono. Quindi è inaudito, è assurdo che Papa Benedetto, non essendo più Papa – come ci hanno voluto dare a bere – potesse continuare a vivere nella residenza del Papa, cioè a Castel Gandolfo, nell'appartamento apostolico di Castel Gandolfo.
Quindi, vedete bene che il rogito ci fa capire ancora una volta la decisio di Papa Benedetto sulla sua sede impedita, che gli dà diritto a rimanere a Castel Gandolfo, perché appunto lui annuncia che sarà convocato un nuovo conclave per l'elezione di un nuovo sommo pontefice, mentre lui sarà fuori dalla sede di Roma, perché sarà nella sede di Castel Gandolfo, nella diocesi di Albano, e continuerà a vivere per qualche tempo nella sua residenza, perché lì era stato colto dal colpo di stato avvenuto in sua assenza in Vaticano.
Lui aveva tutto il diritto di stare a Castel Gandolfo. E questo rogito, pubblicato alla sua morte, che cosa vi dimostra? Vi dimostra anche la reggenza. Vi dimostra anche la reggenza, no? Perché se la Chiesa fosse stata completamente nelle mani degli antipapali, il rogito sarebbe stato scritto da gerarchie antipapali legate a Bergoglio, e avrebbero scritto: «Ah sì, Papa Benedetto, l'11 febbraio 2013, visto che soffriva di insonnia, aveva mal di testa e non ne poteva più, eccetera, ha rinunciato, ha abdicato. È stato il primo Papa abdicatario dopo 598 anni, e ha salutato con grande soddisfazione Papa Francesco, gli ha promesso obbedienza e fedeltà al telefono», e tutte queste storielle qui.
Quindi, vedete bene che il rogito di Papa Benedetto dimostra decisio, sede impedita e reggenza ancora una volta, ancora una volta.
E adesso, tutti quelli che continuano a contestare questa ovvia realtà si rendono sempre più colpevoli dal punto di vista spirituale agli occhi del Padre Eterno, perché qui le evidenze, le prove indubitabili continuano ad arrivare a catinelle, a getto continuo. E se voi continuate a mettere in dubbio la sede impedita, la reggenza, se voi continuate a cercare di farvi i vostri papetti, le vostre chiesette, eccetera, vi rendete sempre più colpevoli davanti a Dio. E speriamo che abbiate il tempo di pentirvi, perché se dovesse succedere che qualcuno passi dall'altra parte senza essersi pentito di questa attività scismatica contro la Chiesa, cercando di negare questa ovvia verità, non credo che sarà giudicato molto bene dal Padre Eterno.
Va bene. Grazie di cuore all'amico Arturo Ferrara, che mi dà sempre delle ottime ispirazioni, perché è un vero amico. Vi pongo in descrizione il link del rogito: come vedete, non c'è nessuna traduzione in lingua, quindi la traduzione è ancora quella che vi ha dato Cionci, grazie ai professori Corrias e Funari. E viene sottolineato ancora una volta che si tratta di una decisione.
https://www.vatican.va/special/esequie-bxvi/documents/rogito-transito-benedetto-xvi_it.html